La nostra storia
La Società Italiana di Bonding Process (SIdiBP) dal 2023 è un’associazione
di professionisti e appassionati del metodo Bonding
e assume questo nome dall’evoluzione della precedente
“Società Italiana di Psicoterapia Emozionale” (SIPE), fondata nel 1987.
L’associazione ha come fine di favorire la diffusione di questo approccio a vari livelli, svolgendo una funzione di collegamento tra le diverse esperienze attive in Italia.
Promuove attività formative in collaborazione con altre istituzioni,
organizza incontri e mantiene collegamenti
con le analoghe organizzazioni Europee e Internazionali.
La SIdiBP è affiliata alla International Society of Bonding Psychiterapy (ISBP),
che rappresenta tutti i terapeuti che praticano la Bonding Psychotherapy secondo il metodo di Daniel Casriel ed è iscritta alla
European Association for Psychotherapy (EAP).
L’origine e lo sviluppo del Bonding Process
Il Bonding Process nasce dal lavoro del dott. Daniel Casriel, psichiatra e psicoanalista newyorkese, uno dei protagonisti del rinnovamento della psicoterapia di gruppo
negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta.
In quel periodo, numerosi terapeuti sperimentavano nuove modalità di lavoro,
dando vita a gruppi terapeutici anche in contesti non strettamente clinici,
con l’obiettivo di affrontare problematiche specifiche come le dipendenze e i traumi relazionali.
Casriel fu tra i primi a strutturare un modello di terapia di gruppo
centrato sugli aspetti emotivi e relazionali della persona.
Il suo approccio, denominato New Identity Process, si sviluppò in parallelo alla nascente teoria dell’attaccamento, ponendo particolare attenzione al legame primario madre-bambino
e alla sua influenza sulle future relazioni affettive e sociali.
Da qui deriva il termine Bonding, ovvero “legame”.
Le intuizioni di Casriel trovarono una concreta applicazione nella progettazione del Daytop Village, una comunità terapeutica per tossicodipendenti voluta dallo Stato di New York,
di cui lo psichiatra fu consulente.
L’arrivo del metodo in Italia
Negli anni Ottanta, in Italia, i servizi sanitari non erano ancora in grado di rispondere in modo efficace al problema delle dipendenze da sostanze. A colmare questo vuoto furono diverse organizzazioni religiose e sociali, come i CeIS, che introdussero le comunità terapeutiche ispirate al modello del Daytop Village.
In questo contesto, il dott. Carlo Kreiner, psichiatra bresciano, fu tra i primi a interessarsi al metodo di Casriel, recandosi personalmente negli Stati Uniti per approfondirne i principi e inviando a Casriel diversi pazienti. Parallelamente, la dott.ssa Raffaella Bortino, psicologa e psicoanalista torinese, visitò il centro AREBA di New York — fondato da Casriel — e, ispirata da quell’esperienza, aprì a Torino la comunità “Il Porto”, in collaborazione con alcuni professionisti formati negli Stati Uniti.
Il CeIS istituì a Roma un centro di formazione internazionale, dove Martin Kooyman, psichiatra olandese e fondatore della prima comunità terapeutica europea basata sul metodo Casriel, contribuì alla formazione di numerosi operatori italiani e stranieri.
Nel 1987, da questa rete di esperienze e collaborazioni, nacque la Società Italiana di Psicoterapia
Emozionale, fondata da Carlo Kreiner, Raffaella Bortino e dai primi terapeuti formati da dott. Kooyman.
Il Bonding Process oggi
A partire dagli anni Ottanta, il lavoro di Kreiner e di altri terapeuti in Lombardia, Piemonte, Veneto e
Calabria ha esteso l’applicazione del Bonding Process oltre l’ambito delle dipendenze, offrendo gruppi
terapeutici e di crescita personale aperti a chi desidera esplorare le proprie difficoltà emotive e relazionali.
Oggi il Bonding Process si configura come un approccio esperienziale e relazionale, che mira a riconnettere
la persona con il proprio sentire autentico, favorendo una maggiore capacità di intimità, fiducia e
appartenenza.
Società Italiana di Bonding Process
Via Marconi 110, Vittorio Veneto, TV, 31029
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